QUADRATO PERFETTO
“A 17 anni era un prodigio in
fase esplosiva: a 18 giaceva in un letto di dolore, con il ginocchio e il futuro
devastati. A 26 sedeva sul tetto del mondo: a 28 era dato per finito. La
carriera di Roberto Baggio è una toboga di morti e resurrezioni, consumate tra
Firenze, Torino, Milano e Bologna, fino al dolce tramonto di Brescia. Vederlo
oggi, trentasettenne, dispensare ancora calcio stellare desta amarezza e
meraviglia. Amarezza, per come il calcio italiano, o parte di esso, abbia
cocciutamente ostacolato un talento raro, da cui avrebbe potuto trarre frutti
ben più copiosi: meraviglia, perché fra cadute, infortuni e ostracismi vari,
l’uomo ha avuto la forza di rialzarsi sempre.”
Parte così L’eletto, meritato omaggio di tre giornalisti romani ad uno dei più grandi talenti mai espressi dal calcio mondiale. Un percorso sintetico ma intenso, conciso ma esaustivo delle glorie, delle sfortune, delle magie e delle disavventure del divin codino. Un viaggio accompagnato oltre che dalla fedele cronaca della carriera anche da bellissime e inedite fotografie, da suggestivi fotomontaggi e dai titoli dei giornali che nel corso degli anni non hanno mai smesso di dare risalto al campione. Un viaggio completo in cui non mancano neanche le tabelle con i numeri e le statistiche dei venti anni di palcoscenico calcistico.
Per i baggiofili di professione questo libro è un di più, un’aggiunta soprattutto fotografica alla già ricca bibliografia e collezione di materiale sul campione vicentino. Dal punto di vista del contenuto infatti il lavoro dei tre giornalisti romani non fornisce alcuna novità, non racconta nessuna chicca, nessuna indiscrezione. Anche perché dopo Una porta nel cielo e Il sogno dopo è veramente difficile raccontare novità sulla storia di Baggio. E non credo peraltro che fosse questo l’obiettivo degli autori. Lo scopo mi è sembrato piuttosto quello di difendere la storia di un fenomeno incredibile, di continuare a dar lustro ad un personaggio che ci ha regalato tante, troppe emozioni, di ribadire quanta sfortuna abbia ostacolato e condizionato un talento così meravigliosamente naturale e così magico. Filacchione, Stabile e Cacciari hanno voluto urlare quanto di più avrebbe potuto ottenere Baggio se solo avesse goduto della protezione di un Del Piero qualsiasi o se fosse più semplicemente capitato al momento giusto nei posti giusti. Hanno voluto ricordare i suoi infortuni incredibili e quanto questi infortuni lo abbiano penalizzato. Hanno sottolineato i suoi recuperi ai limiti dell’umano, si sono dati da fare affinché non si dimentichi che l’Italia è stata una nazione calcistica che ha chiuso le porte della Nazionale a Roberto Baggio quando il campione aveva soltanto 27 anni, per non riaprirgliele più se non in occasione di qualche sporadica parentesi. Come se da domani Totti smettesse per sempre la maglia azzurra.
E per fare tutto ciò, per comunicare quanto le ingiustizie e le sfortune subite da Baggio siano direttamente proporzionali al suo talento, alle sue prodezze e ai suoi numeri non si sono affidati a paroloni ridondanti o a frasi già preparate. No. Hanno imboccato la via migliore, la più chiara, la più efficace: quella della cronaca fedele e del racconto degli avvenimenti.
Suggestiva anche la veste grafica ed editoriale del libro. Un libro quadrato. Un quadrato perfetto. Perfetto come quella freccia che dieci anni fa accarezzò l’erba del Foxboro Stadium, trafisse i cuori dei nigeriani colorando di gloria i cieli statunitensi.
M. Filacchione / A. Stabile / P.Cacciari, Roberto Baggio - L'eletto, Libreria sportiva Eraclea, Roma, 2003. Euro 12,90. http://www.eracleasport.com.
Livio D’Alessandro