BABY GIALLO (DE) ROSSI

Vent'anni, uno in meno di Antonio Cassano, e una manciata di presenze in serie A. Eppure
Daniele De Rossi, classe 1983, si è già imposto come felice novità del centrocampo
giallorosso, accanto al "puma" Emerson. I migliori osservatori lo ricordano già da un
freddissimo Roma - Brescia di un paio di stagioni fa, quando una Roma svogliata e piena
di assenti perse contro le rondinelle giocando un calcio apatico e inguardabile. L'unico
a salvarsi, in quell'occasione, fu proprio questo biondino coi capelli (allora) lunghi e
un tiro oltremodo interessante.
Nella rosa giallorossa della prima squadra ci era già dal 2000/2001, anno del terzo
scudetto romanista. Allora non esordì, contrariamente all'altro gioiellino del vivaio,
Gaetano D'Agostino.
E invece lo ritroviamo ora, titolare in una Roma spumeggiante e vincente, ad esprimere
una perfetta sintesi di vigore atletico, intelligenza tattica e piedi buoni.
Già nello scorcio finale del campionato passato De Rossi aveva saputo dimostrare le
proprie doti. Quattro presenze e due reti, tante palle recuperate e passaggi vincenti.
Quest'anno, ripartendo da certe buone premesse, sembra volersi spingere assai più in là.
Un gol, su bellissimo pallonetto, in Coppa Uefa, e la prestazione (non la prima)
maiuscola di domenica scorsa, contro il Parma. I due assist, per Samuel e Cassano, sono
due fra le cose migliori viste nell'intero fine settimana calcistico. Abbinate a tanta
corsa, un potentissimo tiro a stento parato da Frey e a una sapienza in cabina di regia
che ci ha ricordato il miglior Giannini.
Logico parlare di maglia azzurra; per ora De Rossi veste quella della Under 21, ma il
richiamo del Trap sembra davvero alle porte...