QUASI COME VAN BASTEN

di Francesco Bianco

L'Olanda avrà avuto i suoi assenti, d'accordo; ma si rischia di dimenticare che all'Italia mancavano i signori Buffon, Vieri e quel Francesco Totti che all'Amsterdam Arena scrisse (2000) una delle pagine calcistiche più indelebili nella memoria collettiva dei due paesi. Siamo anche c'accordo sul fatto che si trattava di un incontro amichevole: ma possiamo pensare che nell'ambiente olandese (forte della seconda posizione nel ranking FIFA) fosse del tutto assente l'inconscio desiderio di rivincita, per cancellare proprio quella pagina, scritta da Totti e Compagni, che si era tradotta come la fine dei sogni per la nazionale allora allenata da Frank Rijkaard.
E dunque diamo atto all'Italia di aver vinto, con bravura e fortuna (sulla rete del vantaggio, su cui ha pesato una deviazione determinante di un difensore oranje), sul campo di una delle nazionali più forti del mondo. Significa poco sulle nostre effettive possibilità di vincere il mondiale, ma qualch edato ce lo fornisce.
Uno su tutti: abbiamo un buon attacco. Assente Totti, Del Piero ha disputato una partita più che dignitosa. E' nel destino di questa Nazionale che il dualismo dei trequartisti, e in questo destino sembra esserci anche l'affezione del pubblico (e della critica) verso colui che, in questo dualismo, rappresenta l'antagonista. Nel 1998 e nel 2000 Del Piero era titolare e gli piovvero addosso grandinate di critiche, da parte di chi gli preferiva Baggio prima e Totti poi. E' dal 1998, credo, che il buon Alex non gode della simpatia di cui sta godendo ora, relegato com'è ai margini delle compagini in cui milita, a godersi le briciole lasciate da altri, in Nazionale come nella Juve. Un merito, quanto meno, è suo: gioca poco, ma si tiene più o meno lontano dalle polemiche e, soprattutto, gioca bene. Non ci sarebbe poi tanto da stupirsi se fra un anno, in Germania, il popolo lo chiamasse in campo a furor di popolo; lo stesso popolo che, nel 1998 e nel 2000, invocava a gran voce Baggio prima e Totti poi, ombre pesanti sulla leadership di Pinturicchio.
Come andrà a finire lo sapremo fra un anno. Per ora, oltre a un Del Piero più che tonico, possiamo goderci due attaccanti che sembrano assommare, nei momenti migliori, un po' tutte le qualità dell'attuale tecnico olandese: quel Marco Van Basten che incantò, per troppo poco tempo, il mondo intero. Velocità, tecnica, potenza, opportunismo, colpo di testa, tiro, sono caratteristiche in cui la coppia Gilardino-Toni eccelle, formando un tandem d'attacco ben assortito e dall'impatto potenzialmente devastante. In Olanda lo hanno dimostrato (una rete a testa): c'è solo da augurarsi che la loro forma, al momento dei mondiali, sia quella che stanno avendo da almeno due anni a questa parte (costante in Gilardino, crescente in Toni). Coi lanci di papà Totti e di Pirlo e con "questo" Del Piero pronto all'ingresso, ci potremmo divertire. Senza contare quello che è probabilmente il più grande talento italiano, la cui presenza in Nazionale, per ora, è congelata: Antonio Cassano.